Il blocco nelle donne vittime di violenza: spiegazioni neurobiologiche e implicazioni psicologiche

Non tutte le vittime di violenza reagiscono attivamente o cercano immediatamente aiuto. Alcune donne manifestano un blocco comportamentale, rimanendo immobili o incapaci di rispondere alla minaccia. Analizziamo le basi neurobiologiche di questa reazione, con particolare attenzione al ruolo del sistema nervoso autonomo, dei circuiti limbici e dei meccanismi di difesa adattivi, evidenziando le implicazioni cliniche e psicologiche per la prevenzione e il supporto terapeutico.

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Iperacusia e stress lavoro-correlato: inquadramento clinico, implicazioni psicologiche e protocollo

L’iperacusia è una condizione caratterizzata da una ridotta tolleranza ai suoni ambientali, che vengono percepiti come eccessivamente intensi, fastidiosi o dolorosi. Questa alterazione della percezione sonora può incidere in modo significativo sul funzionamento psicologico, sociale e lavorativo della persona, favorendo stress cronico, comportamenti di evitamento e una riduzione della qualità di vita. L’iperacusia, nonostante venga descritta spesso solo da un punto di vista clinico, incide nello stress lavoro-correlato; al fine di migliorare il benessere dei lavoratori, viene proposto un protocollo di intervento integrato basato sulle evidenze scientifiche in materia.

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Il cibo come conforto, identità e linguaggio del disagio: una visione storico-culturale e clinica

Il cibo non può essere compreso esclusivamente come fonte di piacere o come nemico da controllare. Esso è un potente mediatore simbolico, relazionale e identitario, capace di raccontare la storia individuale e collettiva delle persone. Nei disturbi dell’alimentazione, il cibo diventa linguaggio del disagio e tentativo disfunzionale di gestione delle emozioni. Interventi come la Mindful Eating offrono una prospettiva integrata che non mira solo alla riduzione del sintomo, ma alla promozione di una maggiore consapevolezza di sé e a un miglioramento globale della qualità della vita. Restituire al cibo il suo valore umano e relazionale significa accompagnare la persona fuori dalla “sala d’attesa” del disagio e favorire un ritorno attivo alla propria esistenza.

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Machiavellismo, narcisismo e psicopatia sul lavoro: il lato oscuro delle organizzazioni

Negli ultimi decenni, la ricerca psicologica e organizzativa ha dedicato crescente attenzione allo studio dei tratti di personalità “oscuri” e al loro impatto sui contesti lavorativi. In particolare, il costrutto della Dark Triad — composto da machiavellismo, narcisismo e psicopatia — si è rivelato uno strumento concettuale utile per comprendere comportamenti disfunzionali, leadership distruttiva e violenza interpersonale nelle aziende. Più recentemente, è stata proposta l’estensione a una Dark Tetrad, includendo il sadismo.

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Burnout nel settore odontoiatrico: prevalenza, determinanti e strategie di prevenzione

Il burnout rappresenta una sfida significativa per i professionisti odontoiatrici a livello globalizzato. La prevalenza stimata attorno al 13% nei dentisti evidenzia la necessità di misure preventive efficaci. L’integrazione di strategie individuali (come la mindfulness) con politiche organizzative volte a ridurre il carico lavorativo e promuovere un ambiente di lavoro positivo è cruciale per proteggere il benessere dei professionisti e garantire un’assistenza sanitaria di qualità.

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Sei workaholic? Come riconoscere la dipendenza da lavoro o workaholism

l workaholism è una dipendenza comportamentale definita come il bisogno compulsivo e ossessivo di lavorare, spesso definita "well-dressed addiction" perché socialmente accettata. La persona workaholic manifesta ossessività, impulsività e sintomi di astinenza (craving) durante il tempo libero. Questa condizione non è semplice dedizione, ma una patologia che compromette la salute psicofisica, le relazioni sull'ambiente di lavoro, la sfera familiare e il work-life balance, ossia l'equilibrio tra sfera lavorativa e sfera privata.

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Miranda Priestly e la psicologia del potere: cosa ci insegna il personaggio de "Il diavolo veste Prada"

Miranda Priestly, la celebre direttrice di moda interpretata da Meryl Streep in Il diavolo veste Prada, è diventata un’icona del potere, del perfezionismo e della leadership temuta da tutti. Chiunque l’abbia vista sul grande schermo ricorda subito la sua eleganza glaciale, la voce decisa e la capacità di far sentire ogni collaboratore sotto pressione. Ma dietro questa immagine di invincibilità, cosa ci dice Miranda dal punto di vista psicologico? Analizzare il suo personaggio ci permette di comprendere dinamiche come il controllo, la gestione dell’ansia, il perfezionismo difensivo e la difficoltà a mostrarsi vulnerabili.

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Amore offline: perché non tutti vogliono mostrare il partner sui social

In un’epoca in cui le relazioni sembrano acquisire valore solo quando vengono condivise online, la scelta di non mostrare il proprio partner sui social network viene spesso interpretata come un segnale negativo. Questo articolo analizza il fenomeno da una prospettiva psicologica, cercando le motivazioni emotive, relazionali e identitarie che possono spingere una persona a proteggere la propria vita sentimentale dalla visibilità digitale. Tra bisogno di riservatezza, timore del giudizio, esperienze passate e differenti significati attribuiti ai social, emerge una riflessione più ampia sul modo in cui oggi viviamo l’intimità e sull’importanza di comunicare i bisogni reciproci al di là dei like.

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Annunci di lavoro fantasma e salute mentale: cosa sta succedendo a chi cerca lavoro

Negli ultimi anni molte persone raccontano la stessa esperienza: inviano decine di curriculum, compilano moduli sempre più complessi, talvolta svolgono prove di selezione, e poi il silenzio. Nessuna risposta, nessun rifiuto, nessuna spiegazione. Questo vissuto, spesso liquidato come una normale difficoltà del mercato del lavoro, ha in realtà un nome preciso: ghost job, annunci di lavoro che esistono formalmente ma che non portano a nessuna assunzione reale.

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Fame e organi di senso: come il corpo guida le nostre scelte alimentari

L’alimentazione non è solo una risposta ai bisogni fisiologici, ma un’esperienza complessa che coinvolge i sensi, la mente e le emozioni. La vista, l’olfatto, il gusto, il tatto e l’udito influenzano le nostre scelte alimentari e la percezione di piacere durante i pasti. La Mindful Eating applica i principi della Mindfulness al comportamento alimentare, promuovendo consapevolezza dei segnali di fame e sazietà, riduzione dell’alimentazione automatica o emotiva e aumento della soddisfazione legata al cibo. Riconoscere i diversi tipi di fame – sensoriale, fisiologica, mentale ed emotiva – permette di sviluppare un rapporto più sano e sereno con l’alimentazione, con benefici sia per il benessere psicologico sia per la regolazione del peso corporeo.

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Noosfobia: quando pensare fa paura

La noosfobia è una condizione psicopatologica caratterizzata dalla paura del pensiero in quanto tale, vissuto come potenzialmente destabilizzante e minaccioso per l’integrità del Sé. Si manifesta attraverso evitamento dell’introspezione, ansia intensa e difficoltà relazionali legate al timore della mente propria e altrui. L’articolo propone un inquadramento clinico e teorico utile alla comprensione e al trattamento di questa forma di ansia poco riconosciuta.

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