Il blocco nelle donne vittime di violenza: spiegazioni neurobiologiche e implicazioni psicologiche

Non tutte le vittime di violenza reagiscono attivamente o cercano immediatamente aiuto. Alcune donne manifestano un blocco comportamentale, rimanendo immobili o incapaci di rispondere alla minaccia. Analizziamo le basi neurobiologiche di questa reazione, con particolare attenzione al ruolo del sistema nervoso autonomo, dei circuiti limbici e dei meccanismi di difesa adattivi, evidenziando le implicazioni cliniche e psicologiche per la prevenzione e il supporto terapeutico.

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Iperacusia e stress lavoro-correlato: inquadramento clinico, implicazioni psicologiche e protocollo

L’iperacusia è una condizione caratterizzata da una ridotta tolleranza ai suoni ambientali, che vengono percepiti come eccessivamente intensi, fastidiosi o dolorosi. Questa alterazione della percezione sonora può incidere in modo significativo sul funzionamento psicologico, sociale e lavorativo della persona, favorendo stress cronico, comportamenti di evitamento e una riduzione della qualità di vita. L’iperacusia, nonostante venga descritta spesso solo da un punto di vista clinico, incide nello stress lavoro-correlato; al fine di migliorare il benessere dei lavoratori, viene proposto un protocollo di intervento integrato basato sulle evidenze scientifiche in materia.

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Il cibo come conforto, identità e linguaggio del disagio: una visione storico-culturale e clinica

Il cibo non può essere compreso esclusivamente come fonte di piacere o come nemico da controllare. Esso è un potente mediatore simbolico, relazionale e identitario, capace di raccontare la storia individuale e collettiva delle persone. Nei disturbi dell’alimentazione, il cibo diventa linguaggio del disagio e tentativo disfunzionale di gestione delle emozioni. Interventi come la Mindful Eating offrono una prospettiva integrata che non mira solo alla riduzione del sintomo, ma alla promozione di una maggiore consapevolezza di sé e a un miglioramento globale della qualità della vita. Restituire al cibo il suo valore umano e relazionale significa accompagnare la persona fuori dalla “sala d’attesa” del disagio e favorire un ritorno attivo alla propria esistenza.

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