È una delle frasi più ripetute ogni estate. La troviamo in televisione, sui social, nelle pubblicità, nelle conversazioni tra amici.
Per molti è solo uno slogan. Per chi soffre di un disturbo della nutrizione e dell'alimentazione, invece, può trasformarsi in un potente fattore di sofferenza.
L'estate espone il corpo agli sguardi degli altri e, con esso, anche le proprie fragilità. Chi convive con un disturbo alimentare vive spesso questo periodo con un aumento dell'ansia, del controllo sul cibo, dell'evitamento delle situazioni sociali e della vergogna.
La ricerca scientifica mostra che l'esposizione ripetuta a messaggi che idealizzano la magrezza o promuovono l'insoddisfazione corporea è associata a un aumento della body dissatisfaction, delle restrizioni alimentari e dei comportamenti disfunzionali, soprattutto negli adolescenti e nei giovani adulti.
Non significa che una frase come "prova costume" provochi un disturbo alimentare. I disturbi alimentari hanno un'origine molto complessa, nella quale intervengono fattori biologici, psicologici, familiari e sociali. Tuttavia, la pressione culturale sull'aspetto fisico può contribuire a mantenere o aggravare un problema già presente.
C'è un dato che dovrebbe far riflettere.
Secondo numerosi studi internazionali, circa il 40-60% delle ragazze adolescenti riferisce insoddisfazione per il proprio corpo, anche quando il peso rientra nella norma. Questa insoddisfazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di comportamenti alimentari problematici.
Per questo motivo il linguaggio conta.
Prima di diffondere messaggi se un corpo è "pronto per la prova costume", forse vale la pena chiedersi se chi intercetta quel messaggio si sente al sicuro nel proprio corpo.
Dietro ogni corpo c'è una storia che non possiamo vedere.
E le parole, a volte, possono alleggerire quella storia oppure renderla ancora più pesante.
I media hanno una grande responsabilità. Mi auguro che un giorno la salute e la vita degli adolescenti prevalga su ogni logica commerciale e su ogni algoritmo.
Fonti:
- Academy for Eating Disorders – Position Paper on Weight Stigma.
- Organizzazione Mondiale della Sanità – I disturbi alimentari rappresentano un importante problema di salute pubblica, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
- Stice E. (2002). Risk and maintenance factors for eating pathology: A meta-analytic review. Psychological Bulletin.
- Treasure J., Duarte T.A., Schmidt U. (2020). Eating disorders. The Lancet.
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